Il futuro delle rinnovabili in Sardegna è già realtà

Il futuro delle rinnovabili in Sardegna è già realtà

Mercoledì 24 marzo, con il webinar “Sardegna Rinnovabile: obiettivo zero emissioni di carbonio. Comunità energetiche e salto tecnologico verso la transizione 100% green” l’alleanza Sardegna Rinnovabile ha discusso il tema della transizione energetica in Sardegna e di come questo sia un aspetto cruciale da definire nella partita energetica locale e nazionale.
A fianco all’alleanza Sardegna Rinnovabile (composta da WWF, Greenpeace, Legambiente e Kyoto Club) un testimone di eccezione, Paolo Fresu, musicista di fama internazionale, originario di Berchidda, importante comunità energetica sarda, e da sempre attento alla tutela della natura e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Già nel 2011 Paolo Fresu in occasione del suo cinquantesimo compleanno aveva organizzato 50 concerti in luoghi incontaminati della Sardegna, completamente alimentati da energia solare.

“E’ importante che i cittadini sardi credano nelle fonti rinnovabili, in modo che l’Isola possa diventare quel grande laboratorio di costruzione di un percorso nuovo che è effettivamente possibile. Solo se il tema delle rinnovabili, dell’energia e del rapporto con il territorio sarà un tema comune e sentito da tutti, potremmo comprendere quanto sia importante metterlo in atto.” Ha affermato Paolo Fresu nel corso del webinar: “La discussione sulle rinnovabili significa coscienza, territorio, buona economia, buone pratiche e capacità di crescere.”

L’energia fossile non solo è inquinante, ma è una energia intrinsecamente ingiusta perché non è disponibile per tutti, mentre l’energia da fonti rinnovabili, grazie alle innovazioni tecnologiche, può essere distribuita in modo più equo, evitando così rischi di ulteriori conflitti. La Sardegna, un’Isola in cui il potenziale delle rinnovabili è immenso, è oggi la prima regione in Italia che può scegliere di intraprendere una transizione energetica al 100% green, diventando una best practice a livello internazionale che va verso il carbon free.
Il futuro in Sardegna può essere ed è già realtà. Lo dimostrano alcuni modelli consolidati sul territorio, in particolare le comunità energetiche, gruppi di persone o collettività in grado di produrre autonomamente energia pulita e di rivendere quella non consumata, potendo quindi anche procurare vantaggi concreti alle popolazioni locali. Questo è quanto hanno sostenuto i componenti dell’alleanza, Francesco Ferrante (Kyoto Club), Giuseppe Onufrio (Direttore esecutivo Greenpeace Italia), Carmelo Spada (Delegato WWF Sardegna) e Vincenzo Tiana (Presidente Comitato Scientifico Legambiente Sardegna). In particolare i sindaci e i loro delegati, attraverso le esperienze nei loro territori, hanno sottolineato l’importanza di rendere la comunità totalmente autosufficienti da un punto di vista energetico. Tutti i progetti messi in campo nei loro Comuni, garantiscono non solo vantaggi ambientali, ma anche una migliore qualità di vita delle famiglie e assicurano un reale risparmio in bolletta. Ma soprattutto, l’autosufficienza energetica riesce ad essere anche uno strumento di lotta allo spopolamento.

Al webinar, coordinato da Mariagrazia Midulla, responsabile clima e energia di WWF Italia, ha partecipato anche la Viceministra allo sviluppo economico Alessandra Todde che ha sottolineato come non ci possiamo più permettere di ignorare il problema del clima e delle emissioni, come questo stia impattando nel modo in cui viviamo e quanto siano necessarie scelte lungimiranti di pianificazione.

Molti relatori di Sardegna Rinnovabile hanno sottolineato la necessità di una vera strategia e di un vero piano di sviluppo sostenibile della Regione Sardegna, fondato sull’economia e le energie del futuro, nonché compatibile davvero con il patrimonio prezioso di natura, sole e vento dell’isola. Paolo Fresu ha coniato lo slogan finale dell’evento: Sardegna Rinnovabile dalla A alla Z, invitando tutti i comuni sardi, anche quelli che iniziano con l’ultima lettera dell’alfabeto, a darsi da fare per cogliere le opportunità legate anche alle nuove normative europee sulle comunità energetiche.

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