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	<title>rinnovabile &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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	<description>Per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna</description>
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	<title>rinnovabile &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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		<title>Energia rinnovabile a rischio in Sardegna: il disegno di legge della giunta favorisce le aree non idonee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alleanza Sardegna Rinnovabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 14:54:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ENERGIA RINNOVABILE A RISCHIO IN SARDEGNA: IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA FAVORISCE LE AREE NON IDONEE Sardegna Rinnovabile*, pur apprezzando e riconoscendo lo sforzo della Giunta della Regione Sardegna nell’affrontare un tema troppo a lungo lasciato in sospeso, nel difficile contesto dell’aspro dibattito alimentato da chi nei fatti sostiene il permanere di un’economia basata [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ENERGIA RINNOVABILE A RISCHIO IN SARDEGNA: IL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA FAVORISCE LE AREE NON IDONEE</strong></p>
<p>Sardegna Rinnovabile*, pur apprezzando e riconoscendo lo sforzo della Giunta della Regione Sardegna nell’affrontare un tema troppo a lungo lasciato in sospeso, nel difficile contesto dell’aspro dibattito alimentato da chi nei fatti sostiene il permanere di un’economia basata sulle fonti fossili, ritiene che il disegno di legge sulle aree idonee e non idonee allo sviluppo di energie rinnovabili approvato dalla Giunta della Regione Sardegna confermi le forti preoccupazioni di chi crede in uno sviluppo diverso: la Presidente Todde ha infatti dichiarato che <strong>la quasi totalità del territorio sardo è stato classificato come non idoneo per gli impianti rinnovabili.</strong> Del resto, di sette allegati al testo della legge regionale, solo uno, piuttosto sintetico, riguarda la selezione delle aree idonee, mentre i restanti sono lunghi elenchi di aree non idonee e di ulteriori requisiti urbanistici ed edilizi richiesti per tipologia di impianto.<br />
<strong>La selezione delle aree idonee e non idonee avrebbe dovuto favorire il rapido sviluppo di energia rinnovabile in tutto il Paese</strong>, garantendo iter autorizzativi semplificati e snelli in quelle aree particolarmente vocate all’installazione degli impianti. Invece, la preoccupante assenza di criteri validi, strutturati e uniformi a livello nazionale ha rappresentato un prevedibile boomerang per le rinnovabili, con la Regione Sardegna che si sta apprestando a tradurre in legge, anche con effetto retroattivo per gli impianti con procedura autorizzativa in corso, le diffuse preoccupazioni determinate anche dalla <strong>martellante campagna mediatica contro le rinnovabili</strong> spalleggiata da forti interessi legati ai combustibili fossili, quegli stessi combustibili all’origine del cambiamento climatico che minaccia il futuro di patrimoni inestimabili tra cui proprio il territorio sardo, su cui grava una crisi idrica senza precedenti.<br />
<strong>In questo scenario, l’alleanza Sardegna Rinnovabile</strong> continua a sostenere che la Regione Sardegna potrebbe davvero costituire un laboratorio dei paesaggi dell’energia, un esempio di coesistenza e armonia tra natura e produzione energetica rinnovabile, ma occorre un deciso cambio di passo e una nuova considerazione delle ragioni delle FER (Fonti di Energia Rinnovabile), che consentono di tutelare proprio la natura e il territorio con un irrisorio impatto sulla biodiversità rispetto alle fonti fossili.<br />
Allo stato dei fatti, invece, <strong>il Governo e la Regione Sardegna condividono la responsabilità di mettere a serio rischio la produzione di energia rinnovabile nella regione con il più alto tasso di emissioni di CO2</strong> pro capite e con un mix energetico che vede ancora una preponderanza di carbone e derivati del petrolio, ed un’intensità di carbonio molto alta. Non è chiaro, inoltre, come farà la Regione Sardegna a raggiungere gli obiettivi del burden sharing (6.2 GW al 2030, contro i 0,4 GW installati fino al 2023) e la produzione ulteriore che sarà necessaria dopo il phase out dal carbone con così tante limitazioni e preclusioni per le rinnovabili sull’intero territorio regionale. A pagarne le conseguenze saranno soprattutto gli stessi cittadini sardi, costretti a sopportare i danni di un’economia fossile con ripercussioni sulla salute e sul prezioso ecosistema sardo già oggi in forte sofferenza per gli impatti dei cambiamenti climatici che le rinnovabili contribuirebbero a contrastare.<br />
<strong>Sardegna Rinnovabile</strong> ha da sempre ritenuto imprescindibile la tutela dello straordinario patrimonio naturale della Sardegna e condivide l’esigenza di impegnarsi attivamente per coniugare rinnovabili e natura, nella prospettiva di un equilibrio armonico e plurale in funzione della transizione ecologica, tenendo anche conto di altre rilevanti esigenze sociali e culturali. Tuttavia, questo non può tradursi in una disciplina regionale che, invece di ricercare con spirito propositivo gli ottimali punti di equilibrio, punta al ribasso e confina di fatto gli impianti nelle aree già compromesse e non necessariamente vocate alla produzione di energia.<br />
<strong>Le aree non idonee</strong>, anche secondo le disposizioni europee, vanno limitate il più possibile e giustificate caso per caso con puntuali motivazioni tecnico-scientifiche. Il disegno di legge regionale, oltre a mettere a rischio la transizione energetica sarda, appare quindi poco lungimirante e rischia di segnare l’apertura di un importante contenzioso legale (come già avvenuto con la moratoria), che determinerà, quale drammatico effetto, ancora maggiore incertezza e rallentamento del processo di decarbonizzazione. Nel frattempo, il clima non aspetta.</p>
<p>* Sardegna Rinnovabile è una alleanza formata da WWF Italia, Legambiente, Greenpeace Italia e Kyoto Club<br />
Questo comunicato è inviato da Ufficio stampa WWF Italia per conto della alleanza stessa<br />
Roma, 20 settembre 2024</p>
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		<title>Sardegna, dal carbone alle rinnovabili entro il 2025 si può, lo studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 12:25:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiudere gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a carbone entro il 2025, e decarbonizzare il sistema energetico al 2050 in Sardegna, evitando nuovi investimenti in combustibili fossili, è possibile e porta molti posti di lavoro. Lo dimostra lo studio, realizzato per conto del WWF dall’Università di Padova e dal Politecnico di Milano, “Una [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiudere gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a carbone entro il 2025,</strong> e decarbonizzare il sistema energetico al 2050 in Sardegna, evitando nuovi investimenti in combustibili fossili, è possibile e porta molti posti di lavoro. Lo dimostra lo studio, realizzato per conto del WWF dall’Università di Padova e dal Politecnico di Milano, “Una valutazione socio-economica dello scenario rinnovabili per la Sardegna”. Lo studio rileva anche che nuovi investimenti in combustibili fossili potrebbero rallentare il processo di transizione energetica dell’isola e rappresentare solo un costo per la collettività.</p>
<p>Date le caratteristiche geografiche, economiche e infrastrutturali dell’Isola (geograficamente isolata, con un potenziale interessante di sviluppo delle rinnovabili) e considerata l’assenza di rete gas, l’Isola può rappresentare un contesto particolare nel percorso di decarbonizzazione nazionale.</p>
<p><strong>La Sardegna deve emanciparsi dal carbone </strong>e dallo scarso sviluppo delle infrastrutture energetiche e di trasporto, ed è fra le regioni che più hanno potenziale di transitare direttamente ad un sistema energetico in linea con le ambizioni comunitarie al 2050, grazie all’ampio potenziale di fonti energetiche rinnovabili e un parco infrastrutturale energetico già obsoleto e pronto al <strong>rinnovamento. </strong></p>
<p>Lo studio si basa sull’idea che sia di interesse strategico considerare nelle valutazioni di costo/beneficio degli investimenti infrastrutturali nel settore energetico sardo, un orizzonte temporale in linea con gli scenari di decarbonizzazione di medio e lungo periodo. Per questo motivo è necessario identificare le soluzioni su cui indirizzare gli investimenti, minimizzando il rischio di soluzioni “transitorie” che rallenterebbero il processo di transizione energetica dell’isola con costi non recuperabili a carico della collettività.</p>
<p>Nel lungo periodo il gas metano non è compatibile con un sistema energetico decarbonizzato e i nuovi impianti a fonti fossili non sono più competitivi riguardo i costi, se confrontati con fonti di energia pulita come eolico e fotovoltaico.</p>
<p>Per mantenere in sicurezza il sistema elettrico sardo,<strong> lo studio ipotizza due scenari di transizione al 2025-2030, </strong>senza prevedere investimenti nel metano: sviluppo di impianti di pompaggio per una capacità complessiva di 400 MW (come proposto anche da Terna), sviluppo di generazione a idrogeno verde associata ad impianti di accumulo del vettore stesso. In questo scenario di transizione l’idrogeno viene utilizzato solamente per il bilanciamento elettrico e il livello di elettrificazione è considerato a metà strada rispetto al 2050. Le simulazioni suggeriscono che la dismissione degli impianti a carbone sardi non deve essere necessariamente accompagnata dalla realizzazione di nuovi impianti termoelettrici a metano, ma può essere sostituita da nuovi impianti di pompaggio o nuovi impianti Power-To-Hydrogen.</p>
<p><strong>Il gas naturale non viene considerato nemmeno nel medio termine</strong> come un’alternativa tecnologica “ponte”. Soprattutto l’impiego di capitali per una nuova rete del gas o per impianti a metano, espone al rischio di attivi non recuperabili (gli stranded asset) e all’effetto lock-in degli investimenti, diventando anche una barriera al sistema di incentivazione per le FER e l’efficienza energetica.</p>
<p>La Sardegna inoltre potrebbe rappresentare il contesto ideale per anticipare anche la penetrazione della filiera idrogeno verde nei sistemi elettrici.</p>
<p><strong>Analisi costi-benefici e ricadute occupazionali.</strong> Il lavoro, inoltre, fornisce un’analisi dei costi e benefici legati allo sviluppo degli scenari green proposti. La velocità con cui la transizione verso fonti energetiche rinnovabili avrà luogo dipenderà sia dai futuri costi di queste tecnologie.</p>
<p>La realizzazione degli scenari al 2030 necessita di circa 3-4 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2021-2030, mentre per lo scenario di neutralità climatica al 2050, gli investimenti addizionali richiesti sono stati valutati in circa 18-20 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Di notevole importanza anche le ricadute economiche ed occupazionali.  </strong>Al 2030 gli occupati diretti nel settore delle rinnovabili potrebbero ammontare a circa 3.000-4.000 unità a seconda delle diverse configurazioni. Al 2050, invece, gli occupati diretti potrebbero salire a circa 8.000-9.000 unità.</p>
<p>Per questo, emerge dallo studio che l’ipotesi di puntare alla metanizzazione oltre ad essere in contrasto con i contenuti degli accordi internazionali sul clima, limita il processo di transizione energetica.</p>
<p>L’isola non può investire sulla costruzione di dorsali, mini-dorsali, rigassificatori e nuovi cicli combinati, che la renderebbero dipendente dal gas fossile per i prossimi decenni, ma deve trarre vantaggio dalla <strong>disponibilità praticamente inesauribile di fonti rinnovabili i</strong>n luogo di quelle fossili, che oggi invece è costretta ad importare con rilevanti costi economici ed ambientali. Con l’implementazione degli scenari proposti al 2030 e 2050, la Sardegna potrebbe non solamente superare i target europei sulle emissioni di gas serra, ma bensì anticiparli, ponendosi in tal modo a livello globale come esempio di modello virtuoso di un epocale cambio di paradigma sistemico.</p>
<p>“Lo studio condotto insieme al Politecnico” afferma il <strong>prof. Arturo Lorenzoni</strong> <strong>che ha coordinato lo studio</strong> insieme alla prof. Paola Valbonesi e alla prof. Chiara D’Alpaos per il Centro Studi Levi Cases dell’Università degli Studi di Padova, “ci ha offerto la possibilità di verificare la desiderabilità di una transizione rapida verso le fonti rinnovabili, conveniente sul piano economico in primo luogo, oltre che ambientale. Infatti, anche prescindendo dalla valutazione dei benefici su scala globale, che ispirano le politiche europee e nazionali, si è visto che l’economia locale ha vantaggio dalla conversione verso le fonti rinnovabili. Investimenti ulteriori nelle fonti fossili avrebbero l’effetto di rimandare una conversione reale verso le fonti decarbonizzate. La Sardegna è un sistema isolato interessante da studiare, perché mostra come sistemi più ampi possano essere pensati in futuro come un insieme di sistemi privi di combustibili fossili, bilanciati su scala locale e interconnessi.</p>
<p>“Lo studio smentisce molte delle dichiarazioni che si leggono in questi giorni sui giornali della nostra isola –dice<strong> Carmelo Spada, Delegato del WWF Italia per Sardegna- </strong>il gas è il passato, le rinnovabili sono il futuro e assicurano che il ‘combustibile’ (sole e vento) sia sempre disponibile in natura. Chi pensa di metanizzare oggi la Sardegna e basarsi sul gas per altri 30 anni non ha certo a cuore né i posti di lavoro, né l’indipendenza energetica dell’isola. Peraltro, proprio in Sardegna hanno enormi potenzialità anche le comunità energetiche, fortemente legate ai territori e alla realtà dei comuni dell’entroterra sardo. La ricetta per lo sviluppo sostenibile dell’isola è a portata di mano, chi vorrebbe prendere altre strade non lo fa certo nell’interesse dei sardi.  La totale eliminazione delle fonti fossili nella produzione di energia in Sardegna deve avvenire grazie alle <strong>fonti rinnovabili</strong> (sole e vento) che potranno e dovranno essere rispettose dei valori paesaggistici, culturali e ambientali dell’isola”.</p>
<p>Il report integrale nella <a href="http://wcgbjib.emctrack.com/trk/click/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0*81f8f9e1b6f2b*6,3*8efr2fbs9d3a9ffs0d1f9*f=0*532370b3862121123*0,8*f7f@elb3fib36x3b8af42*b=9*3299f8001099f9045*2,7*bn8l2i2d1*3=0989f8f1e0b8f3b86,3*8cfi2db*9=3696f9061398f8085,2*7lbi8d2*2=17300189f9f0e0b6f,b*6k3U83fL2Ib39f3n9of30*1=92f-0" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-auth="NotApplicable" data-linkindex="1"><strong>sezione pubblicazioni del sito WWF &gt;&gt;</strong></a></p>
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		<title>Sardegna Rinnovabile: positiva la discesa in campo di Enel per la decarbonizzazione accelerata dell’Isola e il salto dell’inutile e costoso passaggio dalla metanizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alleanza Sardegna Rinnovabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 13:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’alleanza delle associazioni ambientaliste riunite in<strong><a href="https://sardegnarinnovabile.org/"> “Sardegna Rinnovabile”</a></strong> (formata da <strong>WWF Italia, Legambiente, Greenpeace Italia e Kyoto Club)</strong> valuta molto positivamente il ruolo attivo che Enel, con il suo massimo esponente, l’A.D. Francesco Starace, ha dichiarato di voler giocare per la decarbonizzazione accelerata dell’isola, saltando il passaggio del gas. In attesa di approfondire i particolari, in vista della prossima uscita dal carbone, è senza dubbio un bene che si mettano in luce le potenzialità dell’elettrificazione e i vantaggi del salto tecnologico. Sardegna Rinnovabile si augura anche che le dichiarazioni del ministro Cingolani possano preludere a una spinta da parte del governo in questo senso, anche per coagulare le necessarie risorse pubbliche e private, come già assicurato nei mesi scorsi dalla viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde.</p>
<p>Portare il gas in Sardegna adesso sarebbe davvero uno spreco di risorse pubbliche e di soldi dei cittadini (in bolletta), dal momento che le alternative tecnologiche a carbonio zero sono già disponibili. Inoltre, fare della Sardegna la prima grande isola a carbonio zero sarebbe un formidabile volano economico che esalterebbe tutta la ricchezza e le potenzialità dell’isola.</p>
<p>Ci auguriamo che le forze vive della Sardegna, dai Comuni agli agricoltori alle piccole e medie imprese, con molte delle quali la nostra alleanza ha già svolto iniziative e condiviso proposte, colgano questa come un’opportunità per mettere in campo ulteriori iniziative e realizzare la visione alla base di “Sardegna Rinnovabile”.</p>
<p>I cittadini sardi lo hanno già capito da tempo, come ha dimostrato il nostro sondaggio dell’ <a href="https://sardegnarinnovabile.org/sondaggio-cittadini/">ottobre scorso</a> dal quale emergeva che una maggioranza schiacciante (84%) dei cittadini sardi auspica che, dopo la chiusura delle centrali a carbone, l’energia in Sardegna vada prodotta con fonti rinnovabili e che nel confronto tra metano e fonti rinnovabili, sono queste ultime a vincere nettamente la sfida: sono preferite da oltre otto sardi su dieci (86% per le rinnovabili, 9% per il gas).</p>
<p>Le polemiche con cui alcuni esponenti politici, industriali e sindacali hanno accolto l&#8217;ipotesi dell&#8217;elettrificazione e di 100% energie rinnovabili, peraltro dimostrano invece che una parte della classe dirigente sarda è assai più indietro dei cittadini e delle imprese che dovrebbero rappresentare.</p>
<p>Negli approfondimenti politici, peraltro, va anche posta una visione del futuro possibile sviluppo dell’isola, non ancorandosi ad alcune realtà fortemente assistite, ma capendo come può svilupparsi in modo avanzato e davvero sostenibile il ruolo anche manifatturiero dell’isola.</p>
<p>Insieme alla necessaria accelerazione dei lavori per la rete di trasmissione elettrica (volto a garantire la sicurezza energetica dell’isola in un contesto anche europeo), l’accelerazione dell’elettrificazione, delle rinnovabili e, sottolineiamo, dell’efficienza energetica costituiscono una formidabile opportunità di sviluppo dell’isola. Il 2025 può e deve segnare la data dell’uscita della Sardegna non solo dal carbone, ma dal carbonio, in linea con le tendenze a livello mondiale.</p>
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		<title>La Sardegna verso una transizione 100% rinnovabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alleanza Sardegna Rinnovabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 11:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mercoledì 24 marzo alle 16,30 il webinar dell’alleanza in diretta sulla pagina Facebook Sardegna Rinnovabile per promuovere il potenziale green dell’isola. Guest star dell’evento Paolo Fresu, trombettista jazz di fama internazionale, originario di Berchidda. Un enorme potenziale naturale di fonti rinnovabili e un lungo passato di dipendenza da energie fossili. La Sardegna è oggi la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Mercoledì 24 marzo alle 16,30 il webinar dell’alleanza in diretta sulla pagina Facebook Sardegna Rinnovabile per promuovere il potenziale green dell’isola.</h3>
<h3>Guest star dell’evento Paolo Fresu, trombettista jazz di fama internazionale, originario di Berchidda.</h3>
<p>Un enorme potenziale naturale di fonti rinnovabili e un lungo passato di dipendenza da energie fossili. La Sardegna è oggi la prima regione in Italia che può scegliere di intraprendere una transizione energetica al 100% green, approfittando anche dell’esperienza delle comunità energetiche già presenti nell’isola. <strong>“Sardegna Rinnovabile: obiettivo zero emissioni di carbonio. Comunità energetiche e salto tecnologico verso la transizione 100% green”, questo è il nome del webinar, promosso dall’alleanza Sardegna Rinnovabile, che si svolgerà mercoledì 24 Marzo, alle ore 16.30, in diretta Facebook sul canale dell’alleanza </strong>e che vedrà anche la partecipazione di Paolo Fresu, musicista sardo di fama internazionale, come testimonial della coalizione. L’evento vuole richiamare l’attenzione sulla necessità che la transizione ecologica in Sardegna avvenga a tappe accelerate, facendo in modo che dopo la chiusura del carbone si proceda direttamente verso un sistema fondato sulle energie rinnovabili. Sarebbe una sfortuna per l’isola, quando si sarà finalmente liberata dal giogo del carbone, passare alla dipendenza da un altro combustibile fossile, il gas, con il risultato che non solo la transizione energetica, ma lo sviluppo futuro dell’isola verrebbe compromesso.</p>
<p>La Sardegna già presenta alcuni modelli consolidati di realtà sul territorio, centri urbani in grado di produrre autonomamente energia pulita e di rivendere quella non consumata, potendo quindi anche procurare vantaggi concreti alle popolazioni locali. Le comunità energetiche sono infatti un esempio reale e dimostrano come le aziende, le amministrazioni e i cittadini possano veramente investire in maniera proficua su un sistema energetico innovativo e pulito che guardi al futuro.</p>
<p>La Sardegna potrebbe diventare un<strong> esempio virtuoso da riproporre, basato su sistemi per la gestione intelligente e l’uso efficiente dell’energia, con un mix energetico completamente coperto da fonti rinnovabili.</strong><br />
L’alleanza “Sardegna rinnovabile”, composta dalle maggiori associazioni ambientaliste (WWF, Greenpeace, Legambiente, Kyoto Club) promuove e sostiene lo sviluppo a carbonio zero della Sardegna.</p>
<p>L’evento che sarà trasmesso online sul canale Facebook di Sardegna Rinnovabile, si aprirà con il saluto della Viceministra allo sviluppo economico <strong>Alessandra Todde</strong>. Coordinerà l’incontro <strong>Mariagrazia Midulla</strong> (Responsabile Clima e Energia del WWF Italia) e interverranno i membri dell’Alleanza, <strong>Francesco Ferrante</strong> (Kyoto Club), <strong>Giuseppe Onufrio</strong> (Direttore esecutivo Greenpeace Italia), <strong>Carmelo Spada</strong> (Delegato WWF Sardegna), <strong>Vincenzo Tiana</strong> – (Presidente Comitato Scientifico Legambiente Sardegna). Parteciperanno anche gli Amministratori dei Comuni Sardi che hanno in corso progetti incentrati sull’utilizzo delle <strong>FER</strong>, come le esperienze delle comunità energetiche: <strong>Silvano Arru</strong> (Sindaco di Borutta), <strong>Andrea Nieddu</strong> (Sindaco di Berchidda) e <strong>Rosolino Sini</strong> (Responsabile dell’azienda elettrica del Comune di Benetutti).</p>
<p>La guest star dell’evento sarà <strong>Paolo Fresu</strong>, trombettista jazz di fama internazionale, originario proprio di Berchidda, che ha aderito con entusiasmo all’iniziativa per sostenere il progetto in qualità di testimonial e che forse regalerà anche piccoli momenti di intrattenimento culturale.</p>
<p>Appuntamento dunque sul <strong><a href="https://www.facebook.com/Sardegnarinnovabile.org">canale Facebook di Sardegna Rinnovabile</a></strong> il 24 marzo alle ore 16.30!</p>
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