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	<title>rinnovabili &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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	<description>Per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna</description>
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	<title>rinnovabili &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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		<title>SARDEGNA RINNOVABILE INVITA LA REGIONE A NON IMPUGNARE LE NORME SULLE AREE IDONEE E FARSI PALADINA DELLA LOTTA ALLA CRISI CLIMATICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alleanza Sardegna Rinnovabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 16:43:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aree accelerazione]]></category>
		<category><![CDATA[aree idonee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una Sardegna di nuovo sconvolta dagli eventi estremi, da notizie di stampa si apprende che la Regione avrebbe avviato iniziative per impugnare davanti alla Corte costituzionale il decreto-legge “Transizione 5.0”, recentemente convertito in legge, che interviene sul quadro delle aree idonee per le rinnovabili. La coalizione Sardegna Rinnovabile sottolinea che riproporre una contrapposizione “di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="font-weight: 400;">In una Sardegna di nuovo sconvolta dagli eventi estremi, da notizie di stampa si apprende che <strong>la Regione avrebbe avviato iniziative per impugnare davanti alla Corte costituzionale il decreto-legge “Transizione 5.0”,</strong> recentemente convertito in legge, che interviene sul quadro delle aree idonee per le rinnovabili.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La coalizione Sardegna Rinnovabile sottolinea che riproporre una contrapposizione “di principio” – come avvenuto negli ultimi anni sul tema delle aree idonee e, più in generale, dello sviluppo delle fonti rinnovabili – rischia di rivelarsi controproducente per la Sardegna</strong> stessa, soprattutto in una fase in cui la transizione energetica è sempre di più un fattore di sicurezza, competitività e resilienza climatica. In un contesto segnato da fenomeni estremi sempre più frequenti e intensi, diventa molto urgente rimuoverne la causa prima, le emissioni climalteranti che derivano dall’uso dei combustibili fossili (carbone, gas e petrolio) e sostituendoli con fonti rinnovabili, che potrebbero dare alla Sardegna energia a buon prezzo, indipendenza energetica e posti di lavoro, come ha dimostrato il recente studio promosso dal coordinamento FREE. Il governo regionale dovrebbe essere in prima fila nella lotta alla crisi climatica e non prolungare l’incertezza regolatoria che si traduce in ritardi degli investimenti, nel rallentamento di progetti utili all’autoconsumo e alla riduzione delle bollette, nonché nella perdita di opportunità industriali e occupazionali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La questione centrale non è se “fare o non fare” rinnovabili, ma definire con rapidità e certezza dove e come realizzarle</strong>: l’individuazione delle aree idonee e delle aree di accelerazione deve trovare un punto di equilibrio tra tutela e sviluppo, evitando soluzioni estreme che alimentano conflitti e contenziosi. Il nuovo impianto regolatorio, del resto, riconosce espressamente alla Regione un ruolo specifico: non quello di introdurre divieti generali e astratti, bensì – in modo più incisivo – quello di governare la pianificazione, valorizzando le aree già compromesse o infrastrutturate e orientando lo sviluppo verso siti maggiormente compatibili, entro un quadro di principi comuni definiti su base nazionale ed europea.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>In particolare, l’art. 11-bis del d.lgs. 190/2024 individua una base di aree considerate idonee (tra cui, a titolo esemplificativo, siti oggetto di bonifica, cave e miniere dismesse, discariche chiuse, aree e infrastrutture già antropizzate) e, al contempo, affida alle Regioni il compito di individuare con propria legge ulteriori aree idonee nel rispetto di criteri condivisi. Tra questi, assumono rilievo la priorità alle superfici impermeabilizzate e alle aree industriali, la protezione delle aree naturali e dei beni culturali, nonché la promozione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>È su questo terreno che la Sardegna può e deve esercitare la propria autonomia in modo efficace: valorizzare le aree più adatte, riducendo impatti e conflitti</strong>, accelerando i progetti realmente compatibili e massimizzando i benefici per territori, famiglie e imprese. In altre parole, l’equilibrio non si costruisce con la paralisi o con una contrapposizione rigida tra livelli di governo, ma con una pianificazione chiara e responsabile, capace di trasformare la transizione energetica in una politica di tutela attiva e di sviluppo sostenibile.</p>
<p><strong>È proprio nella definizione di queste aree, e di quelle di accelerazione, infatti, che si gioca la capacità di coniugare velocità autorizzativa e qualità delle scelte localizzative</strong><span style="font-weight: 400;">. Per questo, più che alimentare un nuovo ciclo di conflitti, è necessario che la Regione eserciti fino in fondo il proprio ruolo di governo del territorio e di guida della transizione attraverso un percorso di pianificazione che, nel quadro dei principi europei e nazionali, valorizzi le aree realmente vocate allo sviluppo delle rinnovabili.</span></p>
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		<title>Rinnovabili in Sardegna: facciamo chiarezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Butera]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 12:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci si indigna di fronte a richieste di connessione per 58 Gw di impianti eolici e fotovoltaici che devasterebbero il paesaggio. Non si dice però che è prassi normale che le imprese abbondino nelle richieste perché la probabilità di successo è bassa. Non è il numero di richieste fatte che conta, ma quante e quali [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci si indigna di fronte a richieste di connessione per 58 Gw di impianti eolici e fotovoltaici che devasterebbero il paesaggio. Non si dice però che è prassi normale che le imprese abbondino nelle richieste perché la probabilità di successo è bassa. Non è il numero di richieste fatte che conta, ma quante e quali si approvano. Comunicazione truccata per indurre una conclusione falsa.</p>
<p>La campagna contro lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna, denunciata pubblicamente dalla presidente Todde, ha l’obiettivo di far credere ai sardi che esiste un disegno perverso teso a sfruttare la loro isola depredandone le risorse e devastandone il paesaggio. La campagna fa uso di una disinformazione sistematica, fatta di verità raccontate in modo distorto e di palesi falsità, diffusa sulla stampa e sui social media, anche attraverso influencer con centinaia di migliaia di followers. È una campagna che va smontata.</p>
<p>Si dice ad esempio che lo stato italiano imponga 6,2 Gw di fonti rinnovabili; 5,2 più del necessario, visto che bastano gli attuali 2 Gw (2/3 della produzione da fonti fossili) per soddisfare il fabbisogno elettrico dell’isola. Falso. Le centrali convenzionali, a carbone o gas possono funzionare per circa ottomila ore l’anno a piena potenza, quindi produrre ottomila kWh per kW installato. Le centrali fotovoltaiche, invece, a causa dell’alternarsi giorno-notte e delle nuvole producono, in Sardegna, circa 1.350 kWh per kW installato. Quindi due Gw di una centrale termoelettrica producono circa sei volte più energia di due Gw di un impianto fotovoltaico, e lo stesso vale per l’eolico. A conti fatti, 6,2 Gw fotovoltaici in Sardegna produrrebbero l’equivalente del consumo attuale, un obiettivo ragionevole dato che, a causa del diffondersi delle auto elettriche e delle pompe di calore, la domanda di elettricità va ad aumentare.</p>
<p>Si dice anche che per installare 6,2 Gw l’occupazione di suolo sarebbe intollerabilmente alta. Ebbene, 6,2 Gw fotovoltaici occuperebbero lo 0,8% della Sau (Superficie agricola utile) e lo 0,4% dell’intera superficie regionale. Ancora meno se si considera il contributo dell’eolico. Propaganda, non informazione.</p>
<p>Ci si indigna di fronte a richieste di connessione per 58 Gw di impianti eolici e fotovoltaici che devasterebbero il paesaggio. Non si dice però che è prassi normale che le imprese abbondino nelle richieste perché la probabilità di successo è bassa. Non è il numero di richieste fatte che conta, ma quante e quali si approvano. Comunicazione truccata per indurre una conclusione falsa.</p>
<p>Poi ci sono le turbine eoliche alte come grattacieli. Certo, se sono a qualche centinaio di metri dalla costa sono inaccettabili, ma a 20-30 km di distanza, come è previsto, sono dei piccolissimi stecchini all’orizzonte, visibili solo nelle giornate di ottima visibilità. Informazione distorta.</p>
<p>C’è poi il tema delle tonnellate di cemento e di acciaio e scavi chilometrici per costruire i parchi eolici a terra. Non si dice però che l’alternativa è un certo numero di rigassificatori, un metanodotto che attraversa l’isola da sud a nord e relative ramificazioni. Per fare questo occorrono ben più tonnellate di cemento e di acciaio e scavi per migliaia di km. L’alternativa fossile devasta di più il territorio e richiede più cemento e acciaio. Comunicazione truccata.</p>
<p>Si dice che la Sardegna è sfruttata perché produce più elettricità di quanto non ne consumi. Vero, ma non si dice che l’interconnessione è bidirezionale e che serve a coprire i deficit produttivi temporanei. Falso che i sardi siano sfruttati.</p>
<p>Infine, per indurre ulteriore vittimismo, si sostiene che la Sardegna è la regione con le bollette più care. Vero, ma non perché i sardi paghino il kWh più degli altri italiani, come si lascia intendere. La famiglia sarda paga di più perché è quella che, in Italia, consuma più elettricità e il maggior consumo deriva dal fatto che si usano scaldabagni elettrici, stufe elettriche e pompe di calore molto più che nel resto d’Italia, non essendoci una rete gas diffusa. Farla ora, invece delle rinnovabili, sarebbe assurdo per ragioni sia ambientali (la Sardegna è già la regione italiana a più alte emissioni di Co2) sia economiche (riscaldare la casa o l’acqua con una pompa di calore elettrica costa molto meno che farlo con il metano).</p>
<p>Se la campagna di disinformazione ha successo, le multinazionali del fossile avranno campo libero totale, facendo scempio della Sardegna e bloccandone la transizione energetica verso le rinnovabili. Cui prodest?</p>
<p>Federico Butera &#8211; Professore em.to di fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano</p>
<p>Il Manifesto &#8211; 29 Agosto 2024</p>
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		<title>Rinnovabili in Sardegna, serve una pianificazione condivisa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 10:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[moratoria]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL GOVERNO IMPUGNA LA MORATORIA In Sardegna si sta consumando una battaglia che non sarebbe mai dovuta iniziare. La transizione energetica rappresenta una grande opportunità per l’isola e sarebbe grave se, per errori, ritardi o strumentalizzazioni, si rinunciasse ad un obiettivo unico nel panorama nazionale e non solo: il passaggio diretto dall’energia da fonte fossile a [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>IL GOVERNO IMPUGNA LA MORATORIA</h2>
<p>In Sardegna si sta consumando una battaglia che non sarebbe mai dovuta iniziare.</p>
<p>La transizione energetica rappresenta una grande opportunità per l’isola e sarebbe grave se, per errori, ritardi o strumentalizzazioni, si rinunciasse ad un obiettivo unico nel panorama nazionale e non solo: <strong>il passaggio diretto dall’energia da fonte fossile a quella da fonte rinnovabile</strong>.</p>
<p>La mobilitazione spontanea di comitati locali merita attenzione perché è una risposta ad un numero di richieste oggettivamente improponibile rispetto agli stessi obiettivi che la Regione è chiamata a rispettare in termini di produzione energetica da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, non si può non denunciare chi, per interessi economici legati all’energia fossile, sta cavalcando la protesta, confondendo richieste con progetti operativi e puntando su un modello energetico in continuità con quello attuale – dal carbone al metano – che non risolve una situazione grave che vede oggi l’energia prodotta in Sardegna provenire per il 75% da fonti fossili.</p>
<p>Che la mancanza di pianificazione rappresenti un serio problema per le energie rinnovabili è sotto gli occhi di tutti. Che in Sardegna questo problema abbia potenzialmente dimensioni eccessive lo dice l’evidenza dei numeri delle richieste pendenti rispetto agli obiettivi che la Regione è chiamata a rispettare. Che in Sardegna interessi economici legati all’energia fossile stiano cercando di strumentalizzare la battaglia per la difesa del territorio che da più parti è stata intrapresa è purtroppo un dato evidente. Che questa strumentalizzazione stia portando alla diffusione di notizie false che non giovano al confronto è altrettanto evidente.</p>
<h3>PER IL WWF È NECESSARIO CONIUGARE DECARBONIZZAZIONE E NATURA</h3>
<p>La risposta della moratoria con legge regionale costituiva uno strumento facilmente attaccabile e il WWF Italia lo ha evidenziato sin da subito, pubblicamente e attraverso le audizioni in commissione consiliare. Il WWF da sempre sostiene che <strong>solo una pianificazione partecipata</strong> possa dare risposte risolutive, in grado di garantire il giusto equilibrio tra l’indispensabile e non rinviabile processo di decarbonizzazione e la tutela dei valori naturalistici e paesaggistici dei territori.</p>
<p>Sarà interessante vedere come la Corte costituzionale dirimerà la questione sollevata dal Governo, ma al tempo stesso è importante non interrompere il processo di pianificazione che in Sardegna è stato avviato. Come correttamente dichiarato dalla Presidente Todde, sulle energie rinnovabili bisogna andare avanti salvaguardando il territorio. Questo vuol dire pianificare e quindi individuare non solo obiettivi, ma anche percorsi per raggiungerli, a partire dalla identificazione delle aree idonee e una diversa inclusione delle voci del territorio.</p>
<p>Le energie rinnovabili rimangono una priorità assoluta perché il cambiamento climatico è una priorità assoluta e, ben più di quanto non si percepisca, incide negativamente anche su biodiversità e paesaggio.</p>
<p>C’è però in Italia un problema di assetto normativo che va meglio definito e il contenzioso costituzionale aperto dallo Stato con la Regione Sardegna ne è la prova. Proprio al fine di sostenere le energie rinnovabili non va lasciato spazio a processi speculativi che, in assenza di una pianificazione pubblica, possono portare a localizzazioni sbagliate e ad un eccesso di richieste: in Sardegna proprio questo eccesso, nonostante sia evidente a tutti che la gran parte delle richieste avanzate non si concretizzerà, ha finito per avvelenare il dibattito e viziare il confronto.</p>
<p>Per affrontare in modo costruttivo queste problematiche, il WWF, insieme a FAI e Legambiente, ha indicato in un documento suddiviso in 12 punti come si dovrebbe procedere. <a href="http://emcroad.com/trk/click/@f*025j2F7ib38j2f2S1*3=0389f7f7e3b4f,b*6e3r8ffs2dba9f3s9dff0*1=93f208522777b1802,2*173@0l83fif3exbbfab46*3=8*f324b2903492f0001*9,f*0n5l2i7db*8=292916300282f6f6e,b*fcbi6d3*8=f627b1973292f9001,9*fl0i5d2*7=b685272915380080f,f*ekbUf3bL6I338ffn2ob39*3=92f-0">Qui la sintesi del documento</a>.</p>
<p>La pianificazione condivisa e, quindi, partecipata è certamente un processo faticoso, ma possibile quanto risolutivo. Da sempre, per questo, come WWF abbiamo raccomandato il coinvolgimento dei comuni, oltre a quelli di tutti i portatori di interesse particolari e generali.</p>
<p>Il WWF chiede alla Regione Sardegna, e in particolare alla Presidente Todde, di candidarsi ad essere la prima Regione <em>carbon free</em>, dunque totalmente affrancata dall’energia fossile. Chiede di completare rapidamente il lavoro di pianificazione avviato per determinare le localizzazioni dei nuovi impianti salvaguardando al tempo stesso quei valori ambientali che fanno della Sardegna uno scrigno di biodiversità e bellezza in mezzo al Mediterraneo.</p>
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		<title>Chi ha paura delle energie rinnovabili?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Unione sarda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UNA PAGINA GIÀ OPZIONATA CON PREZZO TRIPLICATO La pubblicazione della pagina pubblicitaria che “Sardegna Rinnovabile” -l’alleanza costituita da WWF, Legambiente, Greenpeace e Kyoto Club- aveva opzionato sul quotidiano L’Unione Sarda per ieri e oggi ha ricevuto un improvviso quanto inaspettato stop a poche ore dalla pubblicazione. Regolarmente in edicola, ieri e oggi, la pagina acquistata [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>UNA PAGINA GIÀ OPZIONATA CON PREZZO TRIPLICATO</h2>
<p>La pubblicazione della pagina pubblicitaria che “Sardegna Rinnovabile” -l’alleanza costituita da WWF, Legambiente, Greenpeace e Kyoto Club- aveva opzionato sul quotidiano L’Unione Sarda per ieri e oggi ha ricevuto un improvviso quanto inaspettato stop a poche ore dalla pubblicazione. Regolarmente in edicola, ieri e oggi, la pagina acquistata sulla Nuova Sardegna.</p>
<p>La pagina era stata regolarmente opzionata attraverso un’agenzia che aveva curato l’inserzione, la quale aveva dichiarato esplicitamente il committente e i contenuti. Una volta ricevuto il file, però, l’ufficio pubblicità del quotidiano la rifiutava “perché di carattere nazionale” e quindi il contratto andava stipulato con la concessionaria di pubblicità di CairoRCS Media: argomento quantomeno discutibile, visto che oltretutto testo e dati si riferiscono alla Sardegna. Nel pomeriggio di ieri la concessionaria di pubblicità ha risposto alla richiesta, triplicando, però, il prezzo proposto inizialmente per l’acquisto della pagina. Un’offerta, per ovvie ragioni, non ricevibile e che appare come un chiaro invito a desistere dalla pubblicazione della pagina pubblicitaria.</p>
<h2>UN FATTO GRAVE IL BAVAGLIO ALLE RINNOVABILI</h2>
<p>“Quello che è successo lascia senza parole: che il gruppo editoriale dell’Unione Sarda sia fortemente schierato nella campagna contro le rinnovabili in Sardegna è ormai evidente. Che questa campagna possa proseguire in assenza di contraddittorio è un elemento grave per la democrazia e che dovrebbe far riflettere i cittadini sardi che hanno diritto ad un’informazione in grado di dare spazio a tutte le posizioni, in special modo quando riguardano il futuro loro e della loro isola”, sottolinea la coalizione Sardegna Rinnovabile.</p>
<p>Il testo della pagina pubblicitaria invita a “Uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili che provocano crisi climatica e siccità”, sfatando poi i falsi miti che si usano per creare l’illusione che il territorio sardo sia sottoposto a un vero e proprio assalto da parte delle energie pulite.</p>
<h2>LA SARDEGNA SI È FERMATA</h2>
<p>A cominciare dal numero effettivo degli impianti: negli ultimi anni le istallazioni di rinnovabili in Sardegna si sono addirittura fermate. Dal 2012 al 2022 la potenza complessiva fotovoltaica è cresciuta di soli 0,582 GW e quella eolica di appena 0,107 GW. Di questo passo anche i 6 GW al 2030 assegnati dal Governo come obiettivo non si potrà raggiungere. È vero che le domande di allaccio sono molte, ma gli impianti autorizzati saranno molti meno: la Regione va aiutata dal Governo ad attrezzarsi per valutare rapidamente i progetti.<br />
Altro mito da sfatare quello che le fonti rinnovabili siano dannose per paesaggio e biodiversità: ovviamente i progetti vanno fatti e realizzati bene, ma i dati scientifici mostrano chiaramente come, rispetto a quelle fossili, le fonti rinnovabili hanno un impatto irrisorio sugli ecosistemi e sulla biodiversità. La maggior parte dei consumi energetici in Sardegna viene approvvigionato con energia prodotta dai combustibili fossili, tra cui il carbone, un vero killer per la salute umana e l’ambiente. Le emissioni climalteranti e l’inquinamento non si vedono, ma danneggiano fortemente il paesaggio e la natura, oltre ad essere molto più pericolose per la salute umana.</p>
<h2>RINNOVABILI VUOL DIRE ANCHE INDIPENDENZA ENERGETICA</h2>
<p>Infine, si sottolinea che gli impianti rinnovabili contribuiscono all’indipendenza energetica e all’economia sarda: l’energia rinnovabile consente all’Italia e alla Sardegna una maggiore indipendenza dall’estero rispetto alle fonti fossili o al nucleare. Inoltre, nel settore delle rinnovabili tra il 60 e il 65% delle ricadute economiche resta nel Paese di produzione.</p>
<p>In questa situazione la coalizione Sardegna Rinnovabile chiede a tutte le realtà editoriali sarde di pubblicare la pagina del proprio appello in nome del pluralismo e nella speranza che il dibattito sul futuro energetico della Sardegna non prosegua in assenza di contraddittorio.</p>
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		<title>Fonti rinnovabili. L&#8217;energia della Sardegna per la Sardegna</title>
		<link>https://sardegnarinnovabile.org/fonti-rinnovabili-lenergia-della-sardegna-per-la-sardegna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alleanza Sardegna Rinnovabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 11:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[moratoria]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili che provocano crisi climatica e siccità”. Sardegna Rinnovabile lancia appello per sfatare i falsi miti sulle fonti rinnovabili. In Sardegna nessun assalto, anzi: dal 2012 al 2022 il fotovoltaico è cresciuto di soli 0,582 GW, l’eolico di appena 0,107 GW &#160;</p>
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<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 130%;"><strong>Sardegna Rinnovabile lancia appello per sfatare i falsi miti sulle fonti rinnovabili.</strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 130%;"><strong>In Sardegna nessun assalto, anzi: dal 2012 al 2022 il fotovoltaico è cresciuto di soli 0,582 GW, l’eolico di appena 0,107</strong></span></div>					</div>
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