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	<title>incendio &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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	<description>Per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna</description>
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	<title>incendio &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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		<title>Incendi, Apocalisse Sardegna, non chiamiatele calamita’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2021 07:51:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Solo il 4% degli incendi è dovuto a cause naturali, nella maggioranza dei casi si tratta di crimini contro il pianeta Assenza di cura e manutenzione del territorio e crisi climatica alla base del disastro In fumo un immenso patrimonio di biodiversità, una ferita gravissima al paesaggio e al capitale naturale dell’isola. Nel solo 2020 [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Solo il 4% degli incendi è dovuto a cause naturali, nella maggioranza dei casi si tratta di crimini contro il pianeta</p>
<p style="text-align: center;">Assenza di cura e manutenzione del territorio e crisi climatica alla base del disastro</p>
<p style="text-align: center;"><em>In fumo un immenso patrimonio di biodiversità, una ferita gravissima al paesaggio e al capitale naturale dell’isola. </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Nel solo 2020 quasi 27.000 ettari di territorio bruciati in Italia<br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Leggi il report <a href="https://sardegnarinnovabile.org/wp-content/uploads/2021/07/Mediterraneo-in-fiamme.pdf">&#8216;Mediterraneo in fiamme&#8217;</a><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un disastro immane che ha azzerato la biodiversità, distrutto interi ecosistemi, carbonizzato boschi secolari, sterminato migliaia di animali: dai mammiferi agli uccelli, dagli insetti agli anfibi e ai rettili. Enormi porzioni di paesaggio sono ormai irriconoscibili.  Un disastro immane, per l&#8217;agricoltura, la pastorizia e le migliaia di persone coinvolte che ha alla base precise responsabilità umane che si chiamano assenza di cura e manutenzione del territorio (fondamentali per la prevenzione degli incendi) e cambiamento climatico.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo smettere di pensare ai nostri boschi solo dopo che si verificano immani tragedie come questa, con costosi interventi straordinari o emergenziali. È necessario investire sulla prevenzione attraverso una quotidiana gestione e cura del territorio</em>&#8211; <strong>ha dichiarato Carmelo Spada, Delegato WWF per la Sardegna-</strong>. <em>Appena terminata l’emergenza dovranno essere accertate le responsabilità e puniti i colpevoli e si dovranno adottare tutte le misure previste dalla legge per il ripristino dell’ambiente come il divieto di pascolo e di caccia&#8221;. </em></p>
<p>Gli incendi che nelle ultime 48 ore hanno devastato l&#8217;oristanese (circa 20 mila gli ettari interessati dal fuoco) non hanno risparmiato nemmeno l&#8217;olivastro millenario di Cuglieri, un vero e proprio biglietto da visita per la Sardegna occidentale e i suoi abitanti. Oggi di quel maestoso monumento naturale, colpito dalle fiamme anche perché circondato da erba alta, non restano che rami anneriti e fumanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>EMERGENZA INCENDI NEL MEDITERRANEO</strong></p>
<p>Come emerge dal report WWF &#8220;<a href="https://sardegnarinnovabile.org/wp-content/uploads/2021/07/Mediterraneo-in-fiamme.pdf">Mediterraneo in fiamme&#8221; </a>l’Italia, con una superficie bruciata media annua di 72.945 ettari, si pone ben al di sopra della media (poco più di 62.000 ettari) ed è terza dietro a Portogallo e Spagna. A fronte di una diminuzione numerica degli incendi, aumenta purtroppo l&#8217;estensione delle superfici percorse dal fuoco. In Italia, nel 2020, si sono verificati 7 incendi che hanno coinvolto aree più estese oltre 500 ettari, il più grande dei quali ha bruciato oltre 3.000 ettari nella provincia di Trapani alla fine di agosto. A partire dal 2017 una nuova generazione di incendi è apparsa nell&#8217;Europa mediterranea, superando per dimensione e portata i grandi incendi. Si tratta dei mega-incendi, che generano vere e proprie tempeste di fuoco. Dal 1° gennaio e fino al 14 luglio EFFIS <em>(European Forest Fire Information System) </em>ha registrato in Italia in totale 157 incendi con superfice maggiore di 30 ettari, mentre la media annua tra il 2008 e il 2020 si attesta a 66. nello stesso arco di tempo (1/1-14/7) la superfice totale incendiata ammonta a 26.931 ettari.</p>
<p><strong>Incendi dolosi.</strong> Gli incendi nella regione mediterranea hanno essenzialmente una componente umana: in media, l&#8217;uomo è responsabile del 96% degli incendi, che possono essere accidentali, causati da negligenza o generati intenzionalmente. Solo il 4% degli incendi è dovuto a cause naturali.</p>
<p>Il progressivo abbandono delle aree rurali e il conseguente recupero della vegetazione spontanea creano condizioni estremamente favorevoli al diffondersi delle fiamme.</p>
<p>L&#8217;aumento degli usi non agricoli dello spazio rurale &#8211; ricreazione, trasporto, vacanza, sub-urbanizzazione – facilitano l’innesco di fuochi accidentali e non. La presenza di una radicata &#8220;cultura del fuoco&#8221; diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo a causa della quale la gente usa bruciare per “gestire” i campi, o la fiamma per cucinare all’aperto.</p>
<p>Determinante è inoltre l l’aumento significativo delle temperature medie globali provocate dal cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Clima e incendi. </strong>La maggiore incidenza di fenomeni climatici estremi – dovuti al cambiamento climatico &#8211; interagisce con i cambiamenti socio-economici e con l’uso del suolo in Italia e in tutto il Mediterraneo. In Italia il patrimonio forestale costituisce il 35% del territorio nazionale e svolge importanti servizi ecosistemici a favore della collettività, come la tutela idrogeologica, la capacità di assorbimento di carbonio dall’atmosfera, la conservazione della biodiversità, lo svolgimento di attività turistico-ricreative. In Europa si stimano in circa 3 miliardi di euro l’anno i danni prodotti dagli incendi boschivi. Gli scenari climatici definiti dal Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) dimostrano come in Italia, in conseguenza dell’innalzamento della temperatura media, dell’allungamento di periodi siccitosi e della diminuzione di precipitazioni durante l’anno, è previsto un aumento del rischio incendi.  I fattori climatici aumentano il rischio incendi amplificando e rafforzando gli effetti dovuti alla cattiva gestione del territorio. Sempre il CMCC prevede nel nostro paese, nei prossimi decenni, un incremento del rischio incendi superiore al 20% in tutti gli scenari climatici e un allungamento della stagione degli incendi compreso tra 20 e 40 giorni. Questi fenomeni potranno determinare in Italia un aumento delle superfici percorse da incendi compreso tra il 21% e il 43% a seconda dello scenario considerato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Le 5 raccomandazioni del WWF per ridurre il rischio e l’incidenza degli incendi nel bacino del Mediterraneo</strong></p>
<p>1. <strong>RIDURRE L&#8217;ALTO TASSO DI INCIDENTI E PORRE FINE ALL&#8217;IMPUNITÀ</strong> attraverso la prevenzione e le condanne agli incendiari.</p>
<p>2. <strong>RIDURRE L&#8217;INFIAMMABILITÀ DEL PAESAGGIO</strong> attraverso piani di prevenzione efficaci e la mappatura delle aree a rischio.</p>
<p>3. <strong>MIGLIORARE LE CAPACITÀ DI DIFESA CIVILE,</strong> attraverso il miglioramento del coordinamento delle emergenze e l&#8217;educazione alla cultura del rischio.</p>
<p>4. <strong>MIGLIORARE LA GOVERNANCE DELLA GESTIONE DEGLI INCENDI,</strong> potenziando il coordinamento della prevenzione e della soppressione.</p>
<p>5. <strong>CONTRASTARE EFFICACEMENTE LA CRISI CLIMATICA, </strong>riducendo le emissioni di gas serra e aumentando la capacità di assorbimento di foreste e altri ecosistemi. Le istituzioni devono accelerare la transizione energetica verso un futuro senza combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) con politiche che spingano in modo molto più ambizioso le energie rinnovabili assieme a risparmio ed efficienza energetica. Bisogna inoltre varare finalmente il Piano Nazionale di Adattamento, nonché i piani Regionali.</p>
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