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	<title>cambiamento climatico &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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	<description>Per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna</description>
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	<title>cambiamento climatico &#8211; Sardegna Rinnovabile</title>
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		<title>COP26, finale deludente ma resta una finestra aperta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verso la giusta direzione Siamo venuti a Glasgow aspettandoci dai leader globali un accordo che prevedesse un cambio di passo nella velocità e nella portata dell’azione climatica. Anche se questo cambio di passo non è arrivato, e il testo concordato sia lontano dalla perfezione, ci stiamo muovendo nella giusta direzione. Tre grandi gap da colmare [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Verso la giusta direzione</h2>
<p>Siamo venuti a Glasgow aspettandoci dai leader globali un accordo che prevedesse un cambio di passo nella velocità e nella portata dell’azione climatica. Anche se questo cambio di passo non è arrivato, e il testo concordato sia lontano dalla perfezione, ci stiamo muovendo nella giusta direzione.</p>
<h2>Tre grandi gap da colmare</h2>
<p>I governi dovevano fare progressi per risolvere<strong> tre grandi lacune</strong>: la mancanza di obiettivi di riduzione delle emissioni nel breve periodo, la mancanza di regole per fornire e monitorare i progressi fatti, e l’insufficiente finanziamento all’azione climatica necessaria per indirizzare il mondo verso un futuro più sicuro.</p>
<h2>Nuove opportunità per i Paesi</h2>
<p>Alcuni progressi sono stati fatti. Ora i Paesi hanno nuove opportunità per realizzare ciò che sanno che deve essere fatto per evitare la catastrofe climatica. Ma se non faranno leva sull’attuazione concreta dell’azione per il clima e non mostreranno risultati sostanziali, la loro credibilità sarà sempre a rischio.</p>
<h2>Accelerazione degli impegni entro il 2022</h2>
<p>Il WWF accoglie con favore la richiesta di <strong>un’accelerazione a breve termine degli impegni per il clima entro il 2022</strong>. I paesi devono raggiungere collettivamente il 50% di riduzione di CO2 entro il 2030 e innalzare i propri impegni di conseguenza nel 2022 rispettando l’obiettivo di 1,5°C.</p>
<p>La COP26 si è conclusa nella serata di sabato 13 novembre con decisioni deboli in una serie di aree importanti, tra cui l’adattamento, il cosiddetto <em>Loss and Damage </em>(perdite e danni) e la finanza climatica. Occorre però riconoscere che nel testo ci sono degli appigli significativi che i paesi possono sfruttare per aumentare le proprie ambizioni climatiche a breve termine e per implementare politiche climatiche vincolanti.</p>
<p><strong>I sussidi ai combustibili fossili per la prima volta nel testo </strong></p>
<p>Questa COP per la prima volta menziona i sussidi ai combustibili fossili in un testo finale approvato. Questo è un elemento importante, così come il riconoscimento della necessità di accelerare gli investimenti in energia pulita, garantendo allo stesso tempo una giusta transizione.  Il primo testo è stato ben accolto dal WWF, che però è rimasto profondamente deluso dall’annacquamento del linguaggio sul carbone che è passato da phase-out a phase-down per un singolo paese, l’India. Il WWF sottolinea che sono necessari un linguaggio forte, nonché scadenze e modi di operare chiari se si vuole raggiungere la transizione necessaria da tutti i combustibili fossili. <strong>I paesi sanno che non si potrà mai risolvere la crisi climatica senza una profonda decarbonizzazione in ogni settore, azioni concrete per fermare la perdita della natura, e un restauro su larga scala.</strong></p>
<p><strong>Il ruolo della Natura </strong></p>
<p>La natura è veramente arrivata alla COP26. I leader stanno finalmente riconoscendo che l’azione per proteggere e ripristinare la natura deve essere al centro della nostra risposta alla crisi climatica, insieme ad una completa trasformazione del sistema energetico. Il riconoscimento del ruolo della natura da parte della COP26 deve spingere tutti i paesi a considerare il contributo della natura nei loro piani climatici nazionali, anche nell’adattamento.</p>
<p><strong>Il tempo sta per scadere</strong></p>
<p>La finestra temporale che resta si sta chiudendo velocemente, quindi è tempo che i leader mondiali mantengano tutte le loro promesse per garantire un futuro sicuro e piacevole a tutti. Glasgow è stato un punto di partenza e non di arrivo.  Dobbiamo tutti lavorare perché la crisi climatica venga affrontata, in ogni ambito, con la rapidità e l’incisività necessarie: nessuno è al sicuro e abbiamo tutti troppo da perdere, noi e il Pianeta</p>
<p><em>Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, a Glasgow per seguire la COP26</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COP26, la bozza di accordo fa passi indietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[WWF]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:19:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rivista la bozza di un possibile accordo La bozza di un possibile accordo, che era stata presentata alla COP26  è stata rivista e ha fatto passi indietro rispetto ad alcune aree chiave. Lo afferma il WWF, che di fronte all’emergenza climatica, aveva considerato il testo precedente come una base di partenza e si aspettava diventasse [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Rivista la bozza di un possibile accordo</h2>
<p>La bozza di un possibile accordo, che era stata presentata alla COP26  è stata rivista e ha fatto passi indietro rispetto ad alcune aree chiave. Lo afferma il WWF, che di fronte all’emergenza climatica, aveva considerato il testo precedente come una base di partenza e si aspettava diventasse più forte e concreto nelle aree cruciali.</p>
<h2>Basta sussidi ai fossili</h2>
<p>L’eliminazione accelerata dell’energia elettrica a carbone e dei sussidi inefficienti per i combustibili fossili è notevolmente più debole rispetto a quella del testo precedente, ma rappresenta comunque un segnale importante. Se vogliamo assicurarci di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C, è urgente l’eliminazione di tutto il carbone e di tutti i sussidi per i combustibili fossili, con delle scadenze precise per l’attuazione.</p>
<h2>Serve un’azione a breve termine</h2>
<p>Il WWF accoglie con favore l’intenzione di innalzare gli impegni sul clima entro il 2022, che continua ad essere presente nel testo, ma non è ancora allineato a 1,5℃. Questo impegno deve essere accompagnato da un’azione a breve termine, per esempio, accettando di eliminare gradualmente le migliaia di miliardi spesi ogni anno per sovvenzionare i combustibili fossili, che potrebbero servire a raggiungere i 100 miliardi di dollari che le parti non sono riuscite a raggiungere durante questi negoziati a Glasgow.</p>
<h2>Il ruolo cruciale della natura</h2>
<p>È comunque incoraggiante che il nuovo testo sottolinei il ruolo cruciale della natura nel raggiungimento dell’obiettivo fissato dell’Accordo di Parigi. La scienza parla chiaro: non esiste una strada percorribile per limitare il riscaldamento globale a 1,5C senza la natura.  È vitale che le parti assicurino che questa dicitura rimanga nel testo finale. Il WWF apprezza anche la raccomandazione ai governi di incorporare la natura nei loro piani d’azione nazionali per il clima.</p>
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		<title>L&#8217;Italia fra i paesi che hanno firmato a Glasgow</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:15:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Glasgow]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Glasgow, dove fino al 12 novembre si sta svolgendo la COP26 per il Clima, arriva un segnale concreto sulla strada della decarbonizzazione. Insieme a Greenpeace e Legambiente, il WWF accoglie positivamente la notizia che l’Italia, aderendo alla iniziativa promossa dal governo UK, sia fra le nazioni leader a livello mondiale che hanno scelto di [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://sardegnarinnovabile.org/litalia-fra-i-paesi-che-hanno-firmato-a-glasgow/">L&#8217;Italia fra i paesi che hanno firmato a Glasgow</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://sardegnarinnovabile.org">Sardegna Rinnovabile</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Glasgow, dove fino al 12 novembre si sta svolgendo la COP26 per il Clima, arriva un segnale concreto sulla strada della decarbonizzazione.</p>
<p>Insieme a Greenpeace e Legambiente, il WWF accoglie positivamente la notizia che l’Italia, aderendo alla iniziativa promossa dal governo UK, sia fra le nazioni leader a livello mondiale che hanno scelto di interrompere i finanziamenti all’estero a sostegno dei combustibili fossili.</p>
<h2>Ora serve una Roadmap per l’Italia</h2>
<p>Mettere fine ai SAD, i Sussidi Ambientalmente Dannosi forniti dall’Italia fuori dai confini è un ottimo segnale che speriamo si traduca, come chiesto nel<em> Green Deal Europeo</em>, nella definizione di una roadmap per la progressiva cancellazione dei SAD, entro il 2030, per i combustibili fossili anche nel nostro Paese che ancora oggi ammontano a 17,7 miliardi di euro.</p>
<p>Il ruolo principale dei crediti e delle garanzie all’esportazione è quello di promuovere il commercio in un ambiente competitivo, fornendo incentivi economici positivi per le imprese e gli attori privati per entrare in mercati rischiosi. Ma le stesse istituzioni multilaterali non hanno chiare restrizioni in merito a quali tecnologie evitare di finanziare, con la conseguenza di fornire comunque importanti agevolazioni a progetti ad alto impatto ambientale, spesso giustificati da obiettivi di sviluppo non necessariamente sostenibili per i paesi in cui l’attività è condotta.</p>
<p>Per questo la decisione di oggi è un ulteriore passo avanti, dato che riguarda non solo il carbone ma tutti i combustibili fossili, verso la sostenibilità ambientale delle scelte dei Paesi più ricchi sulla via della decarbonizzazione.</p>
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		<title>Al G20 progressi limitati per il Clima, ora tocca alla COP26</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:09:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[G20]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista dei negoziati sul clima della COP26 a Glasgow, i leader riuniti al G20 hanno riaffermato e preso nuovi impegni per agire contro crisi climatica, ma c’è bisogno di molto di più per imprimere quel cambio di passo necessario ad adeguare l’azione climatica. Nella dichiarazione conclusiva del Summit G20, i leader delle maggiori economie [...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://sardegnarinnovabile.org/al-g20-progressi-limitati-per-il-clima-ora-tocca-alla-cop26/">Al G20 progressi limitati per il Clima, ora tocca alla COP26</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://sardegnarinnovabile.org">Sardegna Rinnovabile</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In vista dei negoziati sul clima della COP26 a Glasgow, i leader riuniti al G20 hanno riaffermato e preso nuovi impegni per agire contro crisi climatica, ma c’è bisogno di molto di più per imprimere quel cambio di passo necessario ad adeguare l’azione climatica.</p>
<p>Nella dichiarazione conclusiva del Summit G20, i leader delle maggiori economie mondiali hanno stabilito i passi che faranno per affrontare la crisi climatica e proteggere e ripristinare la biodiversità.</p>
<p>&#8220;Ci aspettavamo molto di più dai paesi del G20, responsabili del 78% delle emissioni globali di gas serra. Ora devono aumentare i loro obiettivi e piani nazionali (NDC) per il 2030, in modo che l’attuale divario di ambizione per limitare l’aumento della temperatura globale a i 1,5° C sia colmato, e che siano messe in atto politiche strutturali. Sappiamo che i Paesi devono fare molto di più di quanto già promesso, come ha dimostrato il rapporto sugli NDC della Convenzione sul Clima. Non possiamo permetterci di aspettare fino al 2025. Quindi la COP26 deve partire da questi impegni, adottando una<strong> Roadmap di Glasgow </strong>per accelerare l’attuazione che stabilisca il corso dell’azione tra ora e allora.&#8221;</p>
<p><em>Manuel Pulgar-Vidal, responsabile Clima ed Energia WWF Internazionale</em></p>
<p>“L’impegno dei leader al G20 per fermare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030 ci porta un passo più vicino ad un mondo nature positive ed è essenziale per proteggere la salute umana e i mezzi di sussistenza. È anche una spinta all’azione per il clima. I leader che si incontreranno da oggi in poi a Glasgow devono ricordare che non esiste una strada percorribile per limitare il riscaldamento globale a 1,5C senza proteggere e ripristinare la natura.”</p>
<p><em>Gavin Edwards, coordinatore globale del New Deal for Nature and People, WWF Internazionale</em></p>
<p>“Accogliamo con favore l’obiettivo condiviso dai leader del G20 di piantare mille miliardi di alberi entro il 2030, che, se attuato in modo inclusivo ed efficace, sarebbe un contributo significativo al Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi. Data l’urgenza con cui abbiamo bisogno di proteggere e ripristinare le foreste a livello globale, abbiamo bisogno di più di obiettivi più ambiziosi e i leader del G20 dovrebbero sostenere l’impegno di oggi con piani di attuazione e finanziamenti credibili – e garantire che questi sforzi coinvolgano le popolazioni indigene e le comunità locali e siano condotti nel pieno rispetto dei loro diritti e territori. Gli sforzi per ripristinare gli ecosistemi forestali devono andare di pari passo con una rapida decarbonizzazione e gli sforzi per fermare la deforestazione delle foreste permanenti, che continuano ad essere distrutte a tassi allarmanti. È anche importante assicurare che gli alberi siano piantati nei posti giusti – idealmente come parte di strategie di ripristino degli ecosistemi più ampie e inclusive – e in consultazione e collaborazione con le comunità locali.”</p>
<p><em>Fran Price, responsabile Foreste, WWF Internazionale</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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